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Amore 7 luglio 2010 · lettura 1 min · 4879 letture

Il mio gigante

Guevara 100 poesie pubblicate
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Prima della tua presenza e della stessa consapevolezza di me stesso, ancor prima di capire ti cercavo. Di falsa fede vivevo bene del mio e di quello che sembrava la ragione suprema di quel vangelo dettato dalla morale. Prima, precedente solo al vicolo buio, a quel gattino bagnato, del suo pianto, che m'incatenava a ricordi indelebili e al falso capire. Fu oblio e il mal di vivere, nella carne fluì sangue infetto che, con rancore, rallentò il respiro dell'anima . Poi arrivasti tu, gigante d'argilla, forza apparente che ridava senso a tutto, che con parole colorate -mi regalavi altre catene.-
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...a volte la libertà ti regala altre catene.5 settembre 2011
L'autore
Guevara

Siamo specchi che riflettono la stessa luce.

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Commenti (2)

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Camilla Pasetto7 luglio 2010

...incontrare in un vicolo un gattino arruffato che con la sua apparenza innocua e bisognosa ti inchioda ad un'eterna convalescenza... una bellissima e terribile immagine per descrivere un classico degli amori infelici.

F
Franca Canfora13 luglio 2010

Che belle le immagini che hai usato, quel gigante d'argilla che molto mi somiglia," l'essere forti all'apparenza e duttili, fragili come argilla" (è il verso di una mia vecchia poesia). Ma tutto si sostiene, e dopo ogni tramonto inevitabilmente torna il sole... e la poesia è la nostra medicina!