A una persona..
Scivolavo infelice
sui giorni,
fuggendo agli sguardi,
odiando il corpo,
croce e delizia.
Chissà come hai intuito,
in qualche minuto
quale fosse il mio male
che con dolce fermezza
sei riuscito a curare.
Panini e carezze,
spinte e poi strette,
sorridevi contemplando
i miei sorrisi,
ti rabbuiavi del mio buio.
Non si cancella il passato
e io,sporca carnale,
mi sentivo meschina
per non riuscire a dirti
ma nemmeno a nasconderti.
Camminavi sulle mani,
folle gesticolatore,
prorompente parlatore,
dal buongiorno speciale
capace di far sognare.
Ti ho allontanato,
forse ho sbagliato
ma ti ho sempre immaginato
adulto con una donna saggia..
perché ti volevo bene.
I suoi movimenti repentini,
parole su parole,
la stessa età di te allora,
le canne a manetta..
Anche lui ha visto giusto.
Ma con una canzone,
se l'ascolto attenta,
come non voglio,
discerno le emozioni..
E mi ricordo di te.
A C.C.
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L'autore
Francy
Da bambina timida e ipersensibile,piccolo grande topo di biblioteca che emergeva soprattutto nei temi scolastici,a ragazza che fin dalla più tenera adolescenza ha scoperto nell'esposizione scritta il mezzo più efficace per emergere completamente,senza riserve,a costo di spaventarsi di se stessa. Accanto alla passione
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