Soggiorno obbligato
Varco la soglia
Della gabbia del giorno
Tra vetrate e muri
Per 8 ore di soggiorno
Circondata è la teca
da fiori selvaggi e agricoli prati
Metalli e logorati legni
Dai colori ambrati
Eco di macchinari
Sale su per le scale
E si fonde col rumore
Di automobili impazienti
Sull'affiancata statale
Sveglio i compagni
Senza vita ma di mestiere
Che tra trilli e squilli
ed elaborati pensieri
mi accompagneranno
nel mio soggiorno
tra problemi e misteri
Drin drin squilli rispondo
è del primo bontempone
Che dopo convenevoli e richieste
Fa consueta battuta da provolone
Alla mia voce
Giovane ma fuorviante
Con pronuncia
Da rana giubilante
Battute di scambio
Ecco un trillo
Chi è?.... apro
Uffa! .. di nuovo uno squillo
Tra un sorriso
E un che palle!
col cafè ritrovo la calma
Son pronta e adesso si che si balla!
Mi tuffo pensosa tra numeri e carte
Respirando profumo di inchiostro e polvere
Mentre fuori il cielo tra capricci e colori alieni
Regala spettacoli a chi deve viaggiare
E a chi deve risolver problemi
Sirena che suona
Ora spengo il cervello
Macchine e squilli per oggi tacete
Ho finalmente finito vi saluto
E varco il cancello
Sfreccio sfiancata
Verso il ritorno
Peccato che domani d'obbligo
Ci sarà un altro soggiorno!
©
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Commenti (1)
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Giovanna F30 giugno 2006
sei superlativa favolosa rendi veramente l'idea del soggiorno obbligato
