Ceri di nebbia
Giorgia Spurio
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Non aveva corpo mia madre
né respiro né caldo sogno
Petali rossi adornavano
i capelli della sua bara
scarlatto salmastro fiore
delle civette ai lumini al sole,
ceri di nebbia sciolti al buio.
È quando si ha
il tramonto negli occhi...
Aeree vene celesti
grondanti di sangue
incenerite nelle pupille
Perché l'estate è bambina
che canta contando sassolini
nella campana
Al lago delle spettrali
donne che ebbero nel grembo l'aborto
Spariranno nel volo
i baci del mare agli alcioni
Cadranno nelle acque
come Orfei colpiti
Visioni dell'oltre- terra
al cielo dei rimorsi
Sparirò alla bocca ricercata
Labbra da contorni di lacrime
Morirò tra braccia di primavere
Tomba scavata da crisantemi i muti ruggiti
Madre senza ritorno
E ladra- bambina dei propri figli...
La luna suona
dal violino corde rotte
intorno al collo la gola.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (3)
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Aldo Bilato8 luglio 2010
poesia che m'assale... mi prende e mi stropiccia... parole come lame... che tagliano la carne... nato il 2 novembre... crisantemi a volontà... comunque è un bel fiore... ed una bella poe... cià*
Nemesis Marina Perozzi8 luglio 2010
"Madre senza ritorno e ladra bambina delropri figli..." È concentrata tutta in queste poche parole la sconvolgente drammaticità di questa lirica, che gronda dolore e spasmi infiniti...
Salvatore Ferranti8 luglio 2010
rimasto incantato dal potere ipnotico di questi versi... senza parole.



