Nessuna lacrima fatua

Di quanto è scritto e di quanto è da scrivere
ne parlo col cuore nero dei papaveri -stelle sulla mia fronte-
tra i fili d'erba arida che sanno di seccare
quando nemmeno la luna ha rugiada per una speranza.
Ma non sento pianti sommessi
né lacrime fatue a guastare l'estate degli altri
solo rosso a spiccare sul verde
tacendo alle camicie leggere e ai sandali
la caducità del quadro
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (5)
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Ferdinando Giordano9 luglio 2010
qui l'aquila del canto sposa il volo della finitudine. siamo ovunque misurabili a ciò che ci circonda ed a ciò che circondiamo. bella assai assai.
alessio carlini9 luglio 2010
sembra continuare e muoversi ancora dopo la lettura... immensa e danzante poesia. grazie moltomoltomolto bella
carla vercelli9 luglio 2010
Bellissima poesia, ben stilata, di grande contenuto e significato, con una chiusa mozzafiato e visivamente appagante in ogni verso!
Salvatore Ferranti9 luglio 2010
poesia affascinante, molto evocativa. le immagini rimangono impresse nella retina di chi legge.
mario calzolaro9 luglio 2010
...come un dipinto carico di suggestioni questa poesia incanta.




