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Sociale 11 luglio 2010 · lettura 1 min · 4936 letture

Il manicomio sulla collina

Sergio Melchiorre 988 poesie pubblicate
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Vagavi singhiozzante tra le macerie ricoperte di neve alla ricerca disperata di un'anima che ti cullasse cantandoti una ninna nanna. I tuoi lamenti si diffondevano tra i ruderi delle case bombardate. Il vento soffiava impietoso quella notte di gennaio ed accarezzava i tuoi ispidi capelli. Guardavi il cielo, illuminato dai proiettili traccianti dell'artiglieria credendo fossero stelle cadenti. Chiudesti gli occhi ed esprimesti un desiderio: riabbracciare tua sorella e scambiarvi i vestiti proprio come avevate fatto per gioco prima che scoppiasse quella bomba che ti ha spalancato le porte dell'inferno.
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La storia di G. è vera ed è stato lui stesso a raccontarmela. Non sapremo mai come si siano realmente svolti i fatti, ma G. ha passato tutta la sua vita in manicomio perché la sua casa natia, per sfortuna della sorte, si trovava a 500 metri dall'ospedale psichiatrico ed i due militari che gli salvarono la vita ebbero l'eccellente idea d'affidarlo al soldato di piantone davanti al "manicomio sulla collina". Feci una breve ricerca e scoprii con sgomento che G., che nel 1943 aveva circa quattro anni, fu rinchiuso in manicomio perché era stato trovato "vestito da femminuccia".

L'autore
Sergio Melchiorre
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Commenti (4)

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Raggioluminoso11 luglio 2010

Storie incredibili, che si spera non possano più accadere. Lirica molto significativa!

mario calzolaro11 luglio 2010

...è molto bella e delicata... tragicamente triste... molto piaciuta

Danielinagranata11 luglio 2010

Una storia che mi ha lasciato brividi sulla pelle una storia straziante una poesia scritta con sensibilità molto bella

In questa toccante poesia emerge la superficialità con la quale si giudica un essere umano, basata sull'apparenza. Appena in suo modo di "apparire" esce dagli schemi comuni. Basta un abito indossato per gioco a dare l'impronta che condizionerà per sempre la vita.