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Riflessioni 11 luglio 2010 · lettura 1 min · 1127 letture

Senza Pace

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Walther Avreliano von Graeber 128 poesie pubblicate
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L'asfalto caldo costringe i miei occhi, a guardare là, dietro volti tetri, dove la neve non cade a fiocchi, dove il vento sfonda arrabbiato tutti i vetri. E' il clamore di una guerra che non c'è, è l'odio di un paese in ginocchio, il blindato è in fiamme, ed io lo guardo e lacrimo da un occhio. La Pace dei popoli, attende lieta la sua ora, mentre io mi presto alla vergogna, di chi più non sogna. Madre, che ci guardi morire, sappi che l'ho vista camminare, permettimi di sorriderle ancora, di pensarla viva ora, il pianto è soltanto un ricordo, tra il tonfo delle bombe sordo, urla di bambini si levano in cielo e chiedono pietà, concedi loro una meritata serenità! Madre, che ci guardi morire, prendi me, solo me, a nulla è servito pensare, cadere è soltanto il principio, amare è solo la fine di un auspicio, per chi come me, spera di annegare deriso, nei candidi Campi Elisi.
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Dedicata ai popoli oppressi dalle guerre.

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L'autore
Walther Avreliano von Graeber

Malum est mulier sed necessarium malum.

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