L'alito della morte
a chi appartiene
questa vita
senza più parole
né gesti né spazi
solo silenzio
e vuoto
e tempo
troppo tempo
inutile tempo
per non vivere
di chi è questa vita
che ho incontrato
sulla mia strada
e mi cammina accanto
stringendomi forte la mano
fino a dolere
la strattono
ma non si stacca
mi sta addosso
con l'alito della morte
sempre più vicina
sempre più dentro
la mia anima
ha mani viscide
che si attorcigliano
alle mie vene
e ne spremono
il sangue
ha unghia affilate
che graffiano la mia schiena
andrò con lei
mano nella mano
ovunque mi porterà
incapace di disfarmene
fin quando
anche lei svanirà con me
e allora
sarò libera.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
giuseppina billone
NOTE BIOGRAFICHE DI GIUSEPPINA BILLONE Nata a Palermo nel 1956, un'infanzia tranquilla vissuta tra la città e i comuni limitrofi di Isola delle Femmine e Terrasini, Amante della musica, a 20 anni inizia a dedicarsi con passione alla musica della sua terra, facendo un lavoro di ricerca storica di testi e brani
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Massimo Imperato12 luglio 2010
Bei versi che esorcizzano la sofferenza estrema, presagio di morte.
