Da solo mi staglio sullo sfondo
Di mai doma tempesta
selvaggia frange l'onda
sull'irta scogliera scivolando vinta
mentre dilato gli equilibri
del mio pensiero deforme
che parla d'attesa.
L'oblio tra le sbarre segna
l'abisso in cui vagano scampoli crocifissi
di un vagito in cui c'è
tutta la disperazione della nascita.
E riparlano tra le nubi spazi inevasi
in cui sprofondano radici
come in una conchiglia
che ascolta il mare
ed ingenua era l'acqua rimossa
in quel calice dimenticato
ultimo abbraccio
in una sera di luna piena.
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Commenti (4)
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Splendido Leotta Michele15 luglio 2010
versi intensi pieni un po' di tutto... veramente poesia bellissima e toccante... complimenti al poeta abbraccio
Antonella Borghini Anto Bee15 luglio 2010
intensa poesia introspettiva che nell'interiore esaminare, condivide con chi legge passaggi di forte carica emotiva. Grazie, veramente bella.
Angela Rainieri15 luglio 2010
Un intimo sentire profondo e raffinato caratterizzano i versi di questa meravigliosa lirica pregna di bellissime e suggestive metafore sapientemente utilizzate dal nostro poeta. Sublime, letta con vero piacere.
Angela Rainieri15 luglio 2010
Un intimo sentire profondo e raffinato caratterizzano i versi di questa meravigliosa lirica pregna di bellissime e suggestive metafore sapientemente utilizzate dal nostro poeta. Sublime, letta con vero piacere.



