Soliloquio n° 12
You Don’t Know Me
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scese la nebbia sulla calma del lago
il silenzio frantumava nel lieve
ondeggiare dell'acqua
attutito dalla bruma cadente
oltre la linea dell'orizzonte
leggiadro un cigno planava sull'acqua
l'apertura alare si ergeva nella sua possenza
modificando l'ombra nel buio
quasi un fantasma senza voce
avrei voluto le sue ali per il volo
e le sue bianche piume
ma sono un'anatroccolo ...nero
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (3)
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mario calzolaro16 luglio 2010
Molto bella sia per i versi che per le immagini. Stupende suggestioni.
Nemesis Marina Perozzi16 luglio 2010
I miei occhi vedono, fotogramma dopo fotogramma, questa incredibile sequenza di rara bellezza, anche perché, vivendo sulle rive di un lago, ne conosco le malinconie...
Salvatore Ferranti16 luglio 2010
poesia che lascia molto spazio all'immaginazione. come solo i grandi poeti sanno fare...



