Paura
celere la nebbia avvolge
quel crepuscolo
ridacchia la sorte
che porta in grembo la morte
quel lampo che divide il cielo
sussurro bisbiglio
da quel luogo il suo nascondiglio
tenebre che nel male
volga il respiro di tanta distanza
il gelo annebbia i sensi
divorato da quello che non esisiste
margine di matita
che delinea la mia vita
dinanzi quel precipizzio
il brivido del vuoto
un eco di un sasso
che cade nell'infinito
inghiottito da quel senso di paura
divorato dalla mia mente
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Commenti (1)
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G
Garrius19 luglio 2010
Che bella, la ho apprezzata davvero! Molte volte ho provato lo stesso "Amico mio, il destino ci è avverso" "Tutti bravi nel fuggire" "e la vista di un cielo terso" "la paura immediatamente farà svanire" !