L'uomo sul tetto
Lassù sul tuo tetto ti vedo salutare
L'allegra gente che passa a guardare
L'uomo impazzito non troppo normale
L'uomo distrutto dal vizio d'amare
No non lanciarti, no per favore!
Urla qualcuno con finto fervore
Eppur li saluti con ancor più foga
Per il dolor che è come una droga
Passarono i giorni della stranezza
Ormai sul suo volto nemmeno la brezza
La brezza d'autunno post primavera
Che passava tranquilla su ciò che si avvera
Si dice che i cari gli eran spirati
Voci infondate di volti girati
Non si sapeva seppur fosse certo
Che per una donna avesse sofferto
Lassù sul tuo tetto ti vedo salutare
L'allegra gente che passa a guardare
L'uomo impazzito non troppo normale
L'uomo distrutto dal vizio d'amare
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L'autore
Garrius
Chi sono io? Solo il frutto del mio ieri ed il residuo del mio domani. Per passione o per completezza mi diverto a comporre pensieri. Scelgo di non lasciare un autocommento poichè domani potrei improvvisamente sentirmi diverso, ragiono cosi, più o meno come vanno le cose nella mia testa. Apprezzo i commenti altrui,
Commenti (2)
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P
Pp23 luglio 2010
Quartine e rime per una poesia davvero sentita e condivisa, ottimo stile, direi perfetta! Complimenti a questo giovane autore!
TizianaTius23 luglio 2010
Una guerra anche quella quotidiana, talvolta opprime al punto di voler prorpio salire sul tetto, poesia piacevole!
