Guerra intestina
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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E' pomeriggio...
solo un dettaglio.
Potrebbe essere notte
alba
o anche il nulla
più estremo
non importerebbe a me
né a te
né al mondo intero.
E' una qualsiasi stagione
a me sembra l'ultima.
Un pomeriggio bastardo
di un'estate marcia
il grigio tuona
il presente rimbomba
dietro rintocchi di campane malate.
Tra interstizi di cruda lucidità
serpeggia il vuoto.
Non vuoto cieco
o sordo...
vuoto assetato di guerra
armato di artigli
feroci e lunghi.
Sibilano
dentro a una nebbia:
la rabbia
calata dall'anima tua
come una morsa
o come un morso
...nemmeno il genere ha un peso.
Non si respira
o si respira troppo l'amaro
in ali di fumo.
Gli artigli li faccio miei
la nebbia la buco...
Esco.
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Rita Minniti25 luglio 2010
Una poesia dura, graffiante, che affonda tutta la rabbia nell'angosciante resistenza del male che deturpa i sensi e il pensiero. Molto forte in tutta la sua intensa e pregevole esposizione. Versi di grande impatto emotivo... bellissimi!

