Amore
Pasquale Lettieri
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E il cielo aprì il suo grembo e partorì amore.
Amore crebbe tra rosai fioriti,
tra canditi gigli
e baci dati dal cielo.
Crebbe bello,
forte e vigoroso,
non c'era Adone che potesse competere.
Poi,
poi stanco del cielo guardò la terra e pianse:
stanchi gli uomini,
stanchi gli animali,
e il mare con le onde non vibrava,
ne spumava.
E piano e lento
nemmeno cantava la nenia,
l'onda aveva perso la voce,
il sole di dentro non riscaldava ne sorrisi ne visi.
Amore pianse,
si procurò un arco di fuoco,
e col fuoco e con l'arco scese sulla terra,
imbevette la punta delle frecce
nel suo sangue rosso,
poi pianse ancora e ancora,
guardò la madre cielo
e chiese pioggia,
poi arrabbiato
tese l'arco e scagliò due dardi,
come saette colpirono due cuori,
due cuori di colombe,
queste volarono via,
via verso il cielo,
ma bagnate dalla pioggia ricaddero sulla terra.
Amore prese le due colombe
nel palmo delle mani e le asciugò,
poi le baciò, le accarezzò,
e queste come non mai si duplicarono
a migliaia, non si contavano di numero,
volarono via, attraversarono oceani, mari e terre,
portando un messaggio d'amore nel cuore di ogni uomo.
Così nacque sorriso.
Quella luna che sopra il nostro viso
ancora si anarca,
ancora si apre alla gioia dei nostri cuori
guardando Amore.
©
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
Commenti (1)
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D
Domenica Carrozza24 luglio 2010
Che bella favola, come tutte la favole ha una sua morale... l'amore fa girare il mondo (a parte la testa quando ci avvolge nel suo bel manto, vivere senza esso è come per un uccello non avere le ali... Davvero stupenda, grazie per quesste belle emozioni poeta!
