Io non ti porto i fiori
Omero Sala
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IIo non ti porto i fiori che tanto amavi,
piccola donna mia.
Per te rubavo a ogni primavera
le forsizie dai cespugli nel parco,
le pratoline e le ambrette al campo incolto,
i fiordalisi e i crochi al sottobosco,
le margheritone gialle in riva al Mella
e, qualche volta, mi azzardavo,
istigato da te,
a prendere una rosa
dal cespuglio del giardino sotto casa
o un pallido narciso
nelle aiuole di via Cefalonia.
Nei giorni di penuria
componevi poveri mazzetti
di fiori di malva e dente di leone
e tenevi un vaso minuscolo, speciale,
per le violette.
Io non ti porto i fiori che tanto amavi,
piccola donna mia.
Non riesco più a rubarli.
Non so dove posarli.
Lascio sul mobile in salotto
quel bouquet secco
fatto di boccioli di rosa
e di fitti e fragili fiori della nebbia;
un mazzo scarmigliato ormai
e polveroso
che hai composto tu
con fiori presi chissà dove,
io non ricordo quando.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (1)
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maria giammarresi25 luglio 2010
Il vuoto lasciato da chi non c'è, è anche questo non riuscire a rubare fiori, perché non si sa più dove posarli. Rimpianto sentito e molto ben delineato
