Eredità
vivo di eredità
nascoste,
quelle dei romantici,
i stessi messi
al bando e divorati
dalle folle...
il pensiero
che muove la penna
e l'ore che si accomunano
sono infinite
nelle ore più fredde,
dal profondo un'uomo
scruta e grida la notte:
misericordia madre alla terra...
grida la notte
lancinante ferita
dell'ego
delle miriadi di folle impazzite...
in quest'assurdo
tempo rinnovo
l'antico patto di odio...
di notti insonni,
nel contemplare la luna...
assurda tentatrice,
l'eterna amante,
inseguendola
e maliziosamente
quasi sfiorarla...
lunghe le carte,
scritte dal senno,
che il fato mio padre
mi diede,
inchiostro versato
dal sangue di madre,
che sterile partorì
il mio pensiero...
eppure sono solo momenti...
momenti funesti
in cui il fuoco arde vivo...
e gli stati d'animo che pervadono
l'etere?
...quasi vorrei uccidere
il passato...
non vanto però
d'essere un'eroe,
con tal gesto:
per sempre perdere me...
anzi vorrei essere vigliacco...
a non fare tutto ciò...
dalle meraviglie di tutto
il creato:
meravigliosa una vita
che volge al suo termine...
guardare indietro focalizzandola
in ogni suo punto
saliente, cercandone
i frammenti migliori...
non posso, ognuno
fa parte di un ordine
che accomuna
il tutto dandogli un senso...
straordinario il disegno
imperturbabile
che ogni essere traccia...
il mio tempo, è finito;
è ora blanda questa;
di mettersi
a fantasticare
di fantasie proibite:
"le stesse dei romantici..."
i pensieri e l'opere
non sono di chi li compie
e formula,
ma di chi li mantiene
vivi ed inalterati
nel tempo...
©
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Commenti (1)
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Angela Merletti27 luglio 2010
Riflessioni profonde in versi che trovo stupendi. L'ho letta e riletta questa lirica. Piaciutissima
