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Sociale 27 luglio 2010 · lettura 1 min · 4740 letture

Il mostro

G
Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Se il mio viso ti fa paura... se il mio cuore ti da fastidio... se il mio respiro t'avvelena il sangue... se le mie parole sporcano le tue orecchie; prova a pensare che il tuo viso è uguale al mio... il tuo cuore batte come il mio... il tuo respiro è anche il mio... e le tue parole anche se diverse dalle mie, sono gocce di essenza rapite dall'anima al cielo. Tu mi emargini. Tu mi isoli. Tu mi circondi del tuo odio quando mi vedi... quando mi senti... quando mi pensi... E tessi intorno a me una rete di morte per vedere i miei occhi piangere lacrime di sangue; mentre ridi del mio dolore... mentre brindi alla mia rovina... mentre gli artigli dell'inferno scavano profonde rughe sul tuo viso. Io sono il mostro quello che tu hai creato con le bugie, le calunnie, le menzogne. Io sono il leviatano che tormenta la tua rabbia perché nei miei occhi si specchia il tuo malessere.
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I mostri sono quelle persone on accettate, evitate ed emarginate dall'ipocrisia e l'ignoranza della gente. Ma i veri mostri sono coloro chevedono il mostruoso nei propri simili e si abrogano un diritto non concesso da nessuno, di giudicare e tormentare gli altri.

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L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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Commenti (6)

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Garrius27 luglio 2010

Sudori freddi nella lettura di questa verità scomoda mascherata da "poesia del terrore",

Berta Biagini27 luglio 2010

Sarebbe bene che ogni tanto facessimo un esame di coscienza onde evitare simili comportamenti, ma è difficile accettare queste parole ed allora continuiamo instancabilmenre per la nostra strada capaci solo di chiudere gli occhi. Molto molto sentita.

Kiaraluna27 luglio 2010

Quel mostro è dentro ognuno di noi... più o meno nascosto, per questo ci fa paura vederlo negli altri... perché è come specchiarsi. Versi molto belli e profondi da meditare attentamente.

Chiara Pinnone27 luglio 2010

Complimenti, è una poesia che scuote. Un monito contro pregiudizi di ogni sorta. E giunge proprio nel momento finale di una mia lettura della Santacroce,"Lulù Delacroix".

mario calzolaro27 luglio 2010

Una riflessione degna di sincero apprezzamento. Una poesia molto bella dal profondo significato trasmesso dal messaggio che divulga.

Elide Fumagalli28 luglio 2010

Ci inquieta ciò che ci tocca, ci tocca ciò che ci assomiglia. C'è chi dice che gli altri sono i nostri specchi, ma la parola "mostro" la utilizziamo solo per definire ciò che è al di fuori di noi. Dentro tratteniamo le nostre identità, perché non vogliamo ucciderle... Troppo dolore far fuori quelle sbagliate che continuano ad attanagliarci... ritrovandole negli altri.