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Introspezione 31 luglio 2010 · lettura 1 min · 7697 letture

La bilancia degli inferi

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Se il cuore alla bilancia potesse illudere il tempo. Quel dio dell'infero regalare silenzio per un sorriso di cenere. Se la polvere fosse pizzo al tessuto coprirebbe i lunghi capelli delle vergini, vecchie rughe streghe al passo delle speranze. Se solo il sole smettesse di amare la pioggia, e il mare sarà il loro figlio prediletto. Tra ali i gabbiani posano lacrime al solstizio ancora sbocciato di un sogno. Se mano al collo non sia né stretta corda né insolente brama, filo a cui s'appende gola ricucita, pezzi alle ferite spine agli spaghi di ferro E sul dorso, il giogo tra le due parti il cuore mozzato, più pesante della piuma avrà il bacio dell'inferno.
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l'ispirazione è nata dall'antica credenza egiziana secondo la quale l'anima del defunto si trovava davanti a una bilancia che avrebbe deciso della sua vita ultraterrena. se il suo cuore era meno pesante di una piuma, si meritava il paradiso.
e ho pensato alle anime viventi, a noi, con il nostro cuore che lo sentiamo pesante, pesante di vergogne e sotterfugi... di sogni e di incubi.
ai nostri cuori che a volte immagino pompare non sangue ma petrolio, e con addosso le sofferenze del mondo, divenuto inferno.
ho pensato alle nostre agonie, ai nostri amori...
alle bilance che affrontiamo ogni giorno.21 luglio 2011
L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (6)

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Silvia De Angelis31 luglio 2010

Profonda suggestione in versi ottimamente delineati, in cui espressività ed emozionalità, davvero particolari, donano pregio ad una magnifica lirica... molto, molto apprezzata

Salvatore Ferranti31 luglio 2010

introspezione che illumina la giornata. perché contiene un sole che viene da dentro... la luce più importante.

Aldo Bilato31 luglio 2010

scendere così in profondità... non è da tutti!... complimenti... cià*

Hermetic Lunacy31 luglio 2010

Anche la pesantezza di una piuma sul piatto della bilancia basta a sbilanciare i nostri equilibri,è il petto a sopportare il giogo delle ferite e quel bacio d'averno che lo priva della leggerezza dei sogni. Mi vien da interpretarla così,bei versi

mario calzolaro31 luglio 2010

Uso spesso i termini "suggestivo" e "suggestioni" perché li ritengo evocativi di qualcosa che scuote l'anima e l'intelligenza ed apre il cuore a tutto ciò che è vitale. Questo componimento è pura "suggestione"!

Sul piatto della bilancia, che io immagino essere una stadera, metterei soltanto il cuore, perché è lo scrigno di tutti i sogni, delle illusioni, delle follie e delle immaginazioni. Poi cercherei di metterla in equilibrio, ma senza riuscirci, perché non possiedo abbastanza contrappesi. Ecco perché la mia bilancia continuerebbe a pendere verso il basso, verso quegli inferi il cui richiamo diventa ogni giorno più difficile da contrastare...