Unvalzer

Da dove arriva questa fisarmonica?
È un valzer
un’eco antica
quasi dimenticata
e subito risuonano le aie
il sole e gli abiti di cotone
quei sorrisi ripuliti dai pensieri
quell’allegria di rughe tra le dita stanche
ero lì
a ridere dei piedi liberi
sull’erba calpestata dal lavoro
scimmiottando timida i passi
senza ancora saper leggere gli sguardi:
dicevano intesa e passione
velate in una danza lecita
Ma pur senza intendere
qualcosa in quel leggero apparire
in quella frenesia morbida di note
-fiorite tra le mani e raccolte nelle gambe-
mi dava tutto un tremito
come il brivido di una promessa
già strappata al domani
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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Asociale31 luglio 2010
nostalgico sentire di desideri e momenti semplici quando tutto sembrava magico
F
Ferdinando Giordano1 agosto 2010
Per dire quel fu che qualche volta s'incontra della fresca malizia delle farfalle "in quella frenesia morbida di note / fiorite tra le mani e raccolte nelle gambe" . brava e ben composta.

