Lacci da sbrogliare
Ali di angeli oscuri cingono spiazzi
i loro corpi ostacolano la visuale del cielo
la luce fatica a filtrare attraverso le piume,
le anatomie e i capelli arruffati
le cui ciocche dall'alto penzolano come liane
sospese a cinque metri dalla mia testa;
i rumori reali della gente indaffarata
a compiere i doveri del giorno,
giungono come echi lontani
perdo la cognizione del tempo
attorno vedo sfilare fantasmi
in lenta processione a svelare ricordi
e scheletri euforici usciti dagli armadi
suonano il brano della resa dei conti.
Non posso più fare finta di niente
ho delle cose da risolvere con me stesso
condizionano presente e futuro
non è ancora troppo tardi, posso riuscirci
al di là delle ragioni o dei torti...
da un passato insoluto non c'è via di scampo
tornerà recando fastidiose immagini
e finché i tasselli dello spirito incasinato
non verranno posti nell'ordine giusto,
ci sarà ancora da raccapezzarsi;
la salvezza non è solo un miraggio di oasi eterna
può essere una condizione tangibile
ci sarà da fare un bel po' di polvere,
il prezzo è alto, potrei perdere il sole,
non succederà, smetterò di farmi del male...
la ragione del pensiero verrà in mio soccorso.
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
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