Ho visto un angelo sulla battigia
Ho visto un angelo sulla battigia
che incedeva verso nord:
non ho ricordi di vergogna,
di trasgressioni, di mancanze.
Non ho ricordi di tribolazioni:
passeggiava a piedi scalzi,
flessuosa, magnifica,
con le curve delicate,
e lasciava orme strane,
sembravano grafie.
La presenza conturbante, imponente,
cagionava una forza irregolare:
il mare si distendeva,
scostandosi al suo spostamento;
il cielo allibito si turbava,
mostrando il suo rossore al volto,
dando origine di meraviglie all'orizzonte.
Le nuvole dissipate non osavano frapporsi.
Invece il sole, con sudditanza,
illuminava il suo corpo inenarrabile:
che apprensione, che impressione suscitava,
tutto sfuggiva in una gioia,
appagante e serena,
solo le stelle, a debita distanza,
illuminavano l'alba:
erano deste, quel mattino.
Ho visto un angelo sulla battigia
che incedeva verso nord:
non ho ricordi di vergogna,
di trasgressioni, di mancanze.
Non ho ricordi di tribolazioni:
passeggiava a piedi scalzi,
flessuosa, magnifica, con le curve delicate,
e lasciava orme strane,
sembravano grafie.
Con bonaccia, camminava a passo garbato,
ma prestigioso,
i suoi capelli mutavano di tinte,
ad ogni movimento:
dorati, corvino, porporini,
e la sua carnagione era come seta,
con sfumature:
ambrata, argentata, cerulea.
Erano appagati i miei occhi
con la luce che spargeva:
la mia schiena saggiava tremiti,
il suo corpo di silfide,
continuava a sedurmi.
Ho visto un angelo sulla battigia
che incedeva verso nord:
non ho ricordi di vergogna,
di trasgressioni, di mancanze.
Non ho ricordi di tribolazioni:
passeggiava a piedi scalzi,
flessuosa, magnifica,
con le curve delicate,
e lasciava orme strane,
sembravano grafie.
Le sue magnifiche ali,
nivee come la luna piena,
toccavano l'arena disegnando due estese fasce,
come fosse un'esortazione a seguire:
ero ammaliato e avvolto
da una forza sovrumana che mi sospingeva,
e il vento, lenone,
mi spingeva verso di lei,
soffiando sulla mia schiena.
Mi lascio sopraffare appressandomi:
mi tolgo i calzari
e allungo la mia mano:
mi brandisce, prendendomi,
senza frode,
per consumare un atto d'amabilità.
Ho visto un angelo sulla battigia
che incedeva verso nord:
non ho ricordi di vergogna,
di trasgressioni, di mancanze.
Non ho ricordi di tribolazioni:
passeggiava a piedi scalzi,
flessuosa, magnifica, con le curve delicate,
e lasciava orme strane,
sembravano grafie.
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