Leggenda antica
Alboraletti Enrica
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Piacevole frescura,
stasera.
Tremolante fiammella
svolge matasse
nero catrame.
Come novella Penelope
maglio, rimaglio la tela.
Acciaiosi fili
indietreggiano la meta.
Preziosi, tiepidi olii
attendono
arsa profumata pelle
da lenire, adorare.
Flebile
la voce,
scordato il mio ballo.
Di cera e trine colato,
l’abito si pur di seta donato.
Brezza leggera
copri la mia malinconia,
stasera.
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
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Eolo16 ottobre 2018
Trovo melodioso il tuo raccontare in versi intrisi di mitologia che danno movimento al sogno in metafore di vita e amore. Molto apprezzata!

