Er testamento
Felice Di Giandomenico
350 poesie pubblicate
+ Segui

Mo che ho finito de scrive,
me viè da pensà a voi
in quer momento,
quanno er sor notaro, cor sorriso
m'bocca,
ve leggerà er mio testamento.
Chissà che facce avrete
quanno direte: come mai?
Sto stronzo c'ha lasciato solo guai.
Rotture co le banche, mutui,
cambiali...
ma, vedete, pe me sete
tutti uguali.
Nun faccio distinzioni,
state tranquilli:
ve lasso un po' de guai per uno
così nun faccio torto a nisuno.
Io parto, me ne vado
e nun ritorno,
mo pe affrontà la vita
lo dovete da fa
giorno pe giorno.
Quanno chiedevo solo
un po' d'affetto
lì da solo, sprofonnato
sur letto,
voi c'havevate artro da fa
e nun ve ne fragava gnente
che io me stavo a sturbà.
Quanno sei stronzo.
sei stronzo anche da morto,
che ve devo da dì,
sa rivedemo nella valle di Giosafat
quanno sarò risorto.
Intento scorreteve sto testamento
lentamente cor dito,
tanto ormai io me ne so bello che ito.
Godeteve fino n'fonno
st'urtimo m'broglio
e si nun ve sta bene
puliteceve er culo
co sto fojo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Felice Di Giandomenico
Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
