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Dialettali 4 agosto 2010 · lettura 1 min · 4197 letture

M’embriaco d’amore

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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Io de guardatte nun me sazio e me ne vanto     M’embriaco d’amore na’ ferita ar core .   Nun m’esce manco ‘na parola me se strazia er petto   provo ‘na gran dorcezza co’ l’occhi de’ la mente   Lassù er firmamento un foco lento che me consola
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L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (7)

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Silvia De Angelis4 agosto 2010

Un bel vernacolo per una poesia d'amore scritta davvero con l'anima e molto originale... Lirica gradita, molto apprezzata

Annamaria Barone4 agosto 2010

Amo la "parlata" romanesca da non romana abitante a Roma, la trovo calda e vera, "de core", e "de core" sono queste parole, semplici e calde come solo un romanaccio le potrebbe declamare, ti direbbe proprio così... semplicemente. Bella! Ps. la canzone annessa è meravigliosa, emozionante...

F
Franca Canfora4 agosto 2010

M'ha strappato un sorriso questo tuo parlar d'amore, vibrante e tenerissimo, nel dialetto che più amo perché è terra mia. L'hai ben interpretato e ben strutturato, da vera romana, anzi da romana doc!

Salvatore Ferranti4 agosto 2010

una poesia molto interessante. il dialetto romanesco ne esalta il carattere lievemente ironico. versi apprezzati.

Rita Minniti4 agosto 2010

Poesia delicata e finemente esposta, in un dialetto che si presta bene alle suggestive e sentite parole che un cuore innamorato, sa come tramutare in profondo amore. Molto bella davvero!

mp47pasquino5 agosto 2010

De' cristalli m'hai dipinto vorta, stelle, tra quer vino santo ner rimirar l'incanto de dorce tua passione... le certezze... me segna sto' profumo d'uva che se spreme tra le carezze e la passione che te freme. quanno ce vo' ce vo'... il Romanesco a questo punto diventa universale, merito delle forme espressive che colorano le parole di luce speciale, ringrazio L'Autrice per aver scritto questa opera in vernacolo, per altro non sua lingua madre, sono stato carpito da questi inebrianti profumi, chiedo perdono quanto sopra è frutto di stimolo scaturito dall'emozione del linguaggio.

Antonella Bonaffini21 agosto 2010

Potrei chiedere un tuo supporto per una poesia in dialetto siculo... egregia questa? Sei Sicula! Non ci avevo pensato... ne ho tante sai? Ma la forma non so se sia corretta... APPLAUSI!