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Donne 7 agosto 2010 · lettura 1 min · 6502 letture

Aisha

Sergio Melchiorre 988 poesie pubblicate
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I suoi occhi scuri risplendevano di luce pura e i suoi lunghi capelli ondeggiavano segretamente sotto al chador che indossava con rispettosa grazia e dignità. Sognava di sposare quel ragazzo che la guardava furtivamente: quello sguardo la faceva sussultare come canna al vento. Respinse il corteggiamento di quel ricco signore della guerra che, per vendicarsi del rifiuto, deturpò per sempre lo splendore del suo bellissimo volto. Da quel fatidico giorno Aisha espone al sole, con rassegnato orgoglio le sue cicatrici per denunciare in silenzio l'ottusità e la violenza.
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In alcuni paesi del mondo le donne che rifiutano i loro corteggiatori rischiano di venire ustionate dall'acido lanciato da quegli uomini che pretendono amore in cambio dell'odio.

L'autore
Sergio Melchiorre
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Commenti (7)

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A
Arelys Agostini7 agosto 2010

Una de tantas formas de ser violada en su dignidad de mujer. Como Aisha existen tantas mujeres violentadas en todas las formas posibles y no solo en los países orientales. Complementi.

P
Pp7 agosto 2010

Un'ottima poesia, centrato il tema in versi che raccontano una barbarie da combattere ancora oggi. Complimenti!

Annamaria Barone7 agosto 2010

Ulteriore denuncia di una pratica terribile e purtroppo diffusa, Aisha ora ha una voce in più, la tua, la nostra, per mostrare al mondo l'orrore di una violenza che sembra non avere mai fine.

Asociale7 agosto 2010

già... un altra delle "infinite" forme di violenza sulle donne ... dall'acido allo stupro all'infibulazione alle percosse alla violenza psicologica ... al non rispetto della dignità di pesona in quanto tale ... complimenti per la poesia

Raggioluminoso7 agosto 2010

E non c'è limite e confine all'orrore umano. In molti è prevalente la bestialità del fare piuttosto che la consapevolezza. Ma non vanno esclusi da questi orrori nemmeno i Paesi che permettono certe pratiche. Molto colpita!

Enrico Baiocchi8 agosto 2010

Una lirica che esce dal gruppo, affronta un tema quasi sconosciuto, dove l'uomo ha ancora la stupida arroganza di decidere il giocattolo da comprare, ma una donna non è un giocattolo. Molto apprezzata e condivisa e soprattutto per la sua originalità votata.

Una lirica che mette in risalto una delle tante prevaricazioni del più forte. Dove vi è il predominio e la donna viene considerata un oggetto senza la possibilità di potersi ribellare e decidere.