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Amore 6 luglio 2006 · lettura 1 min · 2208 letture

Immondo

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Davide Veroli 17 poesie pubblicate
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Come bambola di ceramica, dalle vesti lacere di dolore, giacevo tra le immondezze. Quando gli occhi ancora vivi incrociarono i tuoi mi rialzai mi ripulii per essere ancora degno di un tenero abbraccio. Breve è la tregua del crudele destino. Come colpito alle spalle da una raffica di mitra cado in ginocchio trapassato. L'incurabile morbo lascia fori dovunque. Congiungo le mani a formare un incavo: al fiume dell'amore cerco di attingere, invano. Le mie labbra restano arse. Come scodella forate sono le mie membra. Tra gli immondi del mondo placherò la mia sete?
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Davide Veroli
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Commenti (1)

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Feiben6 luglio 2006

Bellissima. Anche la domanda finale... al posto giusto!