Il saltimbanco della morte (Yorick)
Felice Di Giandomenico
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Dubbi...
Perplessità...
Effluvio
di incoercibili antinomie dell'essere.
La testa del buffone
è stata dissotterrata
dita ossute e tremule
si confondono
con l'opaco colore
di quelle ossa,
come fragile gheriglio
che esala brina.
Colui che fu in vita saltimbanco,
istrione per vocazione,
eppur così vicino
alla morte,
da divenir egli stesso
specchio riflettente
ancestrali inquietudini,
sembra sorridere
alle umane vicende.
Dubbi...
Perplessità...
E' solo un attimo!
Si estingue ogni effimero pensiero
e si rivela l'ombra
dell'unica certezza
che la vita accompagna,
giorni in cui si muore,
a piccole dosi,
implorando un segno divino.
Dubbi...
Perplessità...
Ormai la testa
è stata dissotterrata!
Le dita ossute e tremule
ne agevolano l'aspra contemplazione
e l'essere si confonde
tra i tanti esseri che racchiude,
sterminato assembramento di vite
che fugaci si susseguono,
sguardi spenti verso l'ultimo guado
a procrastinar l'eterno sonno.
©
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L'autore
Felice Di Giandomenico
Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit
Commenti (1)
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Guido G Vestrucci13 agosto 2010
Amletica riflessione sulla vita e la morte, espressa in forma volutamente oscura, dark. Il tema non brilla per originalità ma è sicuramente descritto con sapienza ed immagini ricercate e riuscite. L'incipit più volte reiterato conferisce clangore di campane a martello ai versi e alle metafore. Un lavoro riuscito, congratulazioni vivissime.

