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Natura 13 agosto 2010 · lettura 1 min · 8927 letture

In lingua lakota

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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I giunchi inclinati come inchiostri sulla cera delle tavolette di pietra I petali racchiusi come soffi di bimba tra le mani dei tigli All'alba i tuoni portano scompigli e di piogge tremano le ali dei pipistrelli verso i loro nidi in grotte. Sai che le rocce hanno le voci dei lakota addormentati? Sai che il sole sboccia sulla terra pronunciando parole in sospiri di lingua sioux? Esplode il silenzio al contatto delle ambre posando dita e frecce sulle violacee armature delle ametiste in arabeschi.
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un Amore... Diverso.
l'amore per lo sconosciuto, il fascino della storia, l'attrazione della Natura...23 luglio 2011
L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (7)

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Amara13 agosto 2010

...trovo questo testo bello... morbido... pacato... e ricco di immagini suggestive... dico con sincerità che questa 'spurio'... mi piace molto...

Saldan13 agosto 2010

Pur se lo stile è un po' diverso questa poesia mi evoca alla mente alcune canzoni di Faber (lo so, sono fissato!) come "Fiume Sand Creek" o "Coda di lupo"... Complimenti Giorgia, la tua poesia è incantevole e molto, ma molto bella...

V
Violeta C13 agosto 2010

Spiritualità ed esoterismo... molto incline a suscitare attimi di sensualità. Fantastica armonia. Fiocco.

VarsaV14 agosto 2010

Le tue figure retoriche sono davvero meravigliose dal punto di vista evocativo e musicale. I miei complimenti, per quello che possono valere.

Certi momenti particolari della giornata hanno colori che sembrano irreali, si respirano atmosfere che riportano ad un passato lontano, agli albori del mondo, al tempo in cui le civiltà vivevano l'esistenza semplice di un accampamento, prima che il fuoco e l'orrore della civiltà distruggesse tutto...

d
dragonero14 agosto 2010

l'ho letta ieri ma non sono riuscito a commentarla, ci torno oggi perché ne vale la pena, le due prime strofe non mi soddissfano pienamente e le trovo preparatorie alla vera poesia che parte da "All'alba i tuoni portano scompigli e di piogge tremano le ali dei pipistrelli verso i loro nidi in grotte. dalla terza insomma (ascolto cupe Vampe dei CSI mentre commento) dalla terza strofa fino alla chiusa la poesia è viva, regala la sensazione di appartenenza alla natura propria di un popolo che non voleva essere chiamato "sioux"(nemico) e che aveva nel contatto fisico con la vita- su- vita il rispetto che noi non abbiamo mai avuto f

D
DarioC 8514 agosto 2010

Davvero bella la quarta strofa, dove la spiritualità dei nativi americani nell'interpretare la natura viene reinterpretata attraverso lo stile originale e fantasioso dell'autrice, creando un connubio davvero affascinante. Forse però non li avrei posti in forma interrogativa, per enfatizzare quel senso di incompiuto, di attesa, di sacralità che i versi già comunque evocano. piaciute anche le altre strofe, in cui si apprezza maggiormente lo stile della autrice e che offrono piacevoli immagini descrittive.