La Dama Bianca

Strisce bianche,
su cui cadere,
naufragi d'esistenze,
fragili.
Sogni immensi,
guidati da ali di cartone,
deboli luci,
di violenza e sesso,
nelle vene.
Fitte nebbie,
in cui annullare,
le incertezze,
del destino;
eroi infiammabili,
trafitti da aghi,
nei buchi del cuore,
il caos,
e l'estasi.
I jet set
sprofondano
in sabbie mobili
di cocaina,
eroina,
anfetamine
e sesso.
Tutto il resto
è merda,
cose di poco valore,
davanti alla ''Dama Bianca,''
anche l'amore, la vita e la morte
perdono il loro significato,
Sacerdotesse e sacerdoti
votati al culto
dello sballo,
continuo,
ostinato,
massiccio.
Apparente invincibilità,
d'anima tradita,
dal piedistallo chimico;
come catene sempre più corte,
per l'inferno,
per la morte.
La vita perde i suoi tratti,
nei voli rapiti da cieli illusori,
mentre si spengono i sorrisi,
negl'occhi spietati,
di angeli caduti,
da sogni in frantumi.
Incubi di vampiri assetati,
seduti ai bordi di un abisso;
le stelle continuano a brillare,
su cadaveri in movimento,
affamati di dolore
e ipocrisia.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
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