Alle volte
Scricchiolano le ossa a questo febbraio ingiallito.
Scarnato da troppe sigarette e da qualche bicchiere di buon vino rosso.
Si ergono tempi maestosi lontano da qui.
Praterie sconfinate dove corrono liberi uomini e cavalli.
Ci sono fiumi che i miei occhi forse mai vedranno dove la limpidezza delle acque, come fosse uno specchio, racchiude gli occhi di Dio, racconta una leggenda indiana.
Mi siedo in silenzio a guardare il crepuscolo.
Le ossa fanno rumore.
Come legna al fuoco.
Ma sento il cuore animarsi e l'animo in fermento.
In mezzo a pensieri tutti i miei sei passato anche tu.
campane e vicoli chiassosi inondano questa città.
il loro scampanellio lo sento chiaro.
sento bambini schernirne altri e ripenso a ieri, a me e a quanto fossi fragile.
Ho alzato bandiere bianche 2 3 e più volte ancora.
Ho urlato con innocente silenzio lasciando boati nelle mie stanze vuote.
Urlavo quel dannato bisogno di riunire i binari, di colmare ogni divario.
Ho fatto si che ogni linea scappasse veloce dai margini come riuscivo.
Colmavo ferite e imbarazzi con ciò che trovavo.
Rubando dei baci, fumando di nascosto in terrazze straniere o ballando con il sudore alla fronte sopra sabbia incendiata.
Ho pianto d'amaro, d'amore e castighi.
Ho convertito ogni pena in lugubre monotonia.
Ho pianto senza motivo, ho pianto per calmare il traffico nell'anima.
Per spegnere quel rosso neon che mi accecava e non mi lasciava vivere.
Ora vede schiarite.
Vedo il sereno.
Vedo il bianco della sposa che si accinge all'altare e l'abbaiare forte di un cucciolo di cane arriva festoso alle orecchie.
Vedo azalee scendere dai balconi e colori riempirsi di suoni maestosi.
Riesco di nuovo a soffiare dentro alla vita con la gioia che da bambina impiegavo nel creare le bolle di sapone.
Come un pittore ho ridipinto le mie fondamenta.
Ho alleggerito gli interni e dato luce fuori da me.
Ho lasciato qualche solco lungo il viso.
perché rimembrare è come vestirsi di nuovo.
E' l'abito di antiche macerie che oggi offrono il loro spettacolo
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purpleG
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