Senza titolo
Soffoco dentro a latitanti pensieri.
Vagano lesti, vagano soli, questi momenti di terra e di fuoco.
Come onde impazzite si infrangono a riva.
Niente vento e niente rumore.
Solo un carnevale di ire e molestie.
Il sussurro del fiato che arrivava alla pelle ora tace.
Ora non suonano mesti cetre e violini.
In questa notte di polvere e fango niente fate o spiriti lievi.
Solo me stessa ad imboccare una strada.
Un divario scottante questo scendere improvviso e questo amaro risalire.
Vorrei solo spazio per rintanarmi nel caldo e vorrei ghiaccio e sporco per punirmi di nuovo.
Tra le righe di inchiostro mi abbandono e ritrovo ogni volta.
Ogni volta che il petto chiede fioco il riposo.
Riposo ora c'è.
Nelle livide lettere e nelle cantine d'agosto.
Attendo ancora il ritorno di un giorno più dolce.
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purpleG
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