Inaspettatamente

inaspettatamente apparsa
dentro alle burrasche
dove venti rabbiosi
la superficie disputano
concussa del mare
e innalzanti flutti
fino alle stelle la natura
conflitti di piazza
annunziava
meravigliosamente apparsa
nel Maggio odoroso
nella sovrabbondanza del seno
di colline e montagne verdi
il tuo piede leggero
l'anima pacificando
e gli elementi
fosca la lontananza
in radiosa tramutava
chi eleva lo sguardo
e senza gioia piangere?
spinge la memoria
ai lidi dorati e luminosa
la nuvola traspare perché
prodigio d'amore
prodigi genera e malie
ma se tutto finisce
e il tempo consunzione
e trita abitudine cela e
nel cuore della luce del giorno
implacabile dolore installa
ciò che resta in eterno rimane
e nessun dio nega
benedizioni sì dalle labbra
fluiscono come un canto
sincopato ora e convulso
nella gola del fiotto
negli occhi bruciati dal sole
la febbre marina d'un senso
e un mare più profondo
ancora attira
forse in un tempo lontano
ti rivedrò ridente uscire
signora dalla glauca onda
stillante di perle
e uno accanto all'altro
posare sullo sfondo capovolto
del legno e la rete, la rete
già fatale appresserà i nodi
che non sciogliemmo
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (1)
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Antonella1717 giugno 2013
immagini evocative e cariche di sentimento... poesia molto apprezzata
