Il massacro delle libellule
Il cielo profuma di nero
è la notte
profuma ancora di vita
è la notte
Domani impiccheranno
a migliaia libellule azzurre
e staccheranno loro la testa
e bruceranno le loro ali
perché non hanno voce
-dicono-
non hanno sangue
-dicono-
Il cielo profuma di nero
ancora per quelle libellule
finché al sorgere del sole
tramonteranno i loro occhi
Ormai non è rimasto
abbastanza cielo azzurro
ma anonimo grigio
a coprire ali stinte di farfalle
d' acciaio e plastica
dalla voce forte
-clonata-
e sangue vivo
-clonato-
Il cielo profuma di nero
è la notte
mie care libellule
è la notte
Domani andrò in piazza
vi terrà strette la mia mano
guarderemo insieme lo scempio
di fuoco e lame e corde
bisogna andare
-dicono-
è di moda
-dicono-
Non c'è cielo nero grande
abbastanza per ogni libellula
ma nelle mie tasche
non verranno a guardare
Sogni impiccati per strada
appesi alle finestre
all'agitare di pugni d' acciaio
clonati e freddi
nessun colore
e ridono e gridano
-loro-
e non capiscono
-loro-
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Commenti (1)
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Giorgia Spurio21 agosto 2010
la metafora della libellula, mi piace. amo la libellula, lei insieme alla falena. sono così delicate... sono così mal viste... sono così vittime... la natura geme sotto lo scempio dell'uomo... e chi è diverso... chi ha ancora l'anima soffre con lei. bella
