Alla fine del giorno
laura marchetti
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Partire,
come una rondine con la leggerezza di un inizio,
come se non ci fosse mai una fine lungo il filo
di nylon di quell'aquilone,
nella trasparenza di un'eternità
quando il sole abbracciando l'alba,
appende i nastri sulla porta della vita
che apre gli occhi abbagliata dalla sua luce.
Partire,
all'inizio di un respiro lungo il vagito di un attimo,
a piedi scalzi, fra le ortiche,
intorno a falò, sulle chine di gelidi inverni,
balleremo la nostra avventura,
troppo veloce per poterla rimpiangere,
troppo lunga per poterla ricordare,
troppo breve per poterla dimenticare.
E poi si torna,
ma è già la fine del giorno.
©
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti24 agosto 2010
una poesia che regala emozioni ad ogni verso. meraviglioso viaggio che condivido. perché non è solo viaggio fisico, ma anche viaggio dell'anima.

