Diario d'emozioni controverse

Arduo è dare al mondo, il diritto, di schedarti
se da una parte è dubbia, dall'inizio, la tua strada
non biasimatemi troppo, se di regole, lei degrada.
Facile è dare a un uomo
Un cartellino, molto scuro
Mentre parlandogli a tono
Sulle risposte è già insicuro
Vivere di conforti o appagarsi delle miserie
Non è importante quanto, vivere quieto e solitario
Che possa adattarsi al fuoco, scorrermi nelle arterie
Fino a dire che il lutto sofferto fosse per lui necessario.
Destra è la mano morta, che il vostro fumo va dissipando
un vuoto Frammento d'anima, lungo le strade del comando
Acidi i commenti dei passanti, che l'ansia Van deridendo
Guscio di pelle esangue, l'antica ferita, sta svanendo.
"Se più non vuoi soffrire, dà al tuo medico, un bell'addio"
Sibila triste il cuore, che alla luce va sfumando
fino a convincere l'uomo che il soffrire sarà giocondo
Un farmaco finalmente
divina cura del male che incombe.
©
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L'autore
Garrius
Chi sono io? Solo il frutto del mio ieri ed il residuo del mio domani. Per passione o per completezza mi diverto a comporre pensieri. Scelgo di non lasciare un autocommento poichè domani potrei improvvisamente sentirmi diverso, ragiono cosi, più o meno come vanno le cose nella mia testa. Apprezzo i commenti altrui,
Commenti (1)
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Aldo Bilato24 agosto 2010
profonda ed arguta riflessione!... le regole che se le diano i concorrenti... quelli ch'io chiamo benpensanti... il prete... il medico... il carabiniere... ciò che rappresentano (metaforicamente... e senza offender l'uomo che indossa la divisa)... non sono altro che imposizioni e nulla d'altro... del soffrir si vive... del donar si muore... la vita appunto... cià*
