Forse è proprio destino

Nel destino di ognuno di noi
esistono mani, mani lunghe,
solide, un palmo dove
far riposare la fronte
esiste un petto,
prua dell'essere
amato e della pena
esistono occhi, verdi azzurri, neri
e labbra, labbra e lingua,
uniti e certi del loro
mutare in baci
la voglia matta di vivere
di non morire.
E la pelle e i piedi, cosa saremmo
se tutto ciò non esistesse,
esseri vaganti incapaci
di raccontarci l'amore.
A salvarci, nel quotidiano,
sono piccole mani
una bocca che, muta,
dice la sua felicità
braccia, occhi e petti
che sostengono in volo
l'evento che nello spazio
apre il cuore al destino
che solo così
diventa rosa tangibile
del nostro vivere
©
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Commenti (2)
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carla vercelli24 agosto 2010
Il nostro essere è costituito prima di tutto di corporeità, attraverso la quale l'amore si può esprimere e farci sentire la tangibilità del destino, se esiste. Io personalmente non credo alla sua esistenza, ma piuttosto alla volontà che è implicita nel sentimento. Poesia bella e originale.
Silvia De Angelis26 agosto 2010
Profonda originalità in una lirica che si sofferma sulle nostre fattezze fisiche e sul nostro percorrere la vita in un cammino già tratteggiato... Lirica piaciutissima

