Incontro alla vita

Davanzale e ginestre
osservo il mare laggiù,
la mia mente intravede
anfratti profondi
e misteriosi segreti.
Assorto,
scruto lontano la costa,
di fianco l'osservo
è formicolio di genti
e alla sera contemplo
nuove costellazioni,
che in pochi minuti (che all'unisono)
accendono lune, stelle
satelliti e soli, solo così
dimentico i tanti anni passati,
i miei desideri
tutto quello che è stato,
le traversie a venire.
La mia vita diventa
sospiro fanciullo
e trema
al confronto con eterne
vuote profondità e vuote
eterne, vertiginose altitudini.
Pensavo d'aver tanto amato
in tutta la vita, si, troppo:
ho amato anche la morte.
Sottovoce, sovente parlavo
con la signora dal nero mantello,
invocandola con parole suadenti.
Nemmeno la vita volle ascoltarmi
e mi tenne con sè.
In ogni alba, in ogni dove,
con ostinazione e per molti avventi,
decifrando ogni mappa ho cercato
il mio scrigno di felicità.
Guardavo forse troppo lontano,
non dove lei, paziente, aspettava
sirena nata e cresciuta
nella fortezza del cuore.
Ora guardo alla vita
dalla mia finestra
e sento l'anima perdersi
in planetarie armonie
dove i miei sogni con nuove ali
raggiungono mondi senza confini.
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Commenti (2)
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Silvia De Angelis26 agosto 2010
Attimi di profonda riflessione intinti in uno scenario particolarmente accattivante, che, con la sua intensità portà a nuove positive aperture della mente, spesso rapite da tratti malinconici... Lirica piaciutissima
Enio Orsuni26 agosto 2010
certo è stata una vitaccia. meno male che nella chiusa hai sentito una spinta per ripartire. poe ricca di intensità e particolarmente apprezzata.

