Volteggia spirito senza pace
Gianpiero De Tomi
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C'è quel sibilo profondo
che sa di dolore
perduto in un urlo.
Poi il silenzio
fra l'odore di crudeltà
e le poche gocce di sangue
fluide come lacrime che colano.
Un attimo, e la carne
cede il posto all'anima
che sorge, libera e svincolata
dalle umane catene
nel desiderio di eterno.
Volteggia, spirito senza pace
che trascinato dal vento
vaga per le terre.
E la polvere che leva
al suo passaggio è ancora fiele
dalle ali argentate
che cosparge ogni uomo
che assetato apra la bocca
per poter bere a copiosi sorsi
quell'agognato odio.
Scinde ogni indugio
quel bianco velo
di gelo, ma vissuto
si aggrappa artigliando
a fremiti di vita
divorando e nutrendosi
mentre il nero destriero
corre, senza indugio
lungo il sentiero annerito
dalla lunga attesa
di un incauto sorriso.
La luce deforma
gli alveoli del tempo
schiude le oscure bocce
in un sussulto
e solleva la fervida
e procace gloria
che veste il capo dei poeti
fra spine d'acacia ed alloro.
Pochi battiti ancora
prima che emerga dal fondo
in celestiali musiche
e maledizioni degli stolti
rinnovato spirito dell'abisso
e il vento caldo brucia
le terre emerse impunemente.
Silenzio, nuovamente
regna al di sopra dei fiori
Soltanto un eco ansimante
rincorre l'antico ricordo.
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Gianpiero De Tomi
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