Frutto
Il frutto delle mia stagione è diventato acerbo.
Il vento soffia sui ricordi foglie ingiallite.
Ho guadato il fiume della solitudine con l'introspezione creativa.
Negli angoli remoti del mio carattere sfugge l'idea d'identità.
Così sospeso tra il cuore e il peccato amplio le curve del tempo
Nei giorni del divenire sospetta è la noia.
Un circolo vizioso a volte mi stritola come un serpente.
Allora grido forte" libertà", senza restrizioni e ideologismi.
Mi riapproprio del mio dispensario e attacco frontalmente le decisioni.
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