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Sociale 27 agosto 2010 · lettura 1 min · 1651 letture

Tutto quel fango

Emanuele Saccardo Figlio Di Cl 195 poesie pubblicate
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Fango Tanto fango, sibili e poi rumori sordi contro corpi, dentro corpi. Caldo troppo caldo, formiche grandi come monete da un dollaro camminano e mangiano sulle nostre spalle, dentro le nostre spalle. Sonno perso per sempre, respiri strappati alle madri, abbracci che non verranno, baci stroncati su bocche decapitate in una foresta che non parla la mia lingua ma che si fa capire molto bene. E poi grida Grida e ancora grida, la testa non ce la fa più a non voltarsi è costretta dalla a fatica a guardare a vedere, e gli occhi spaccano la diga esplode tutto fuori, intorno soprattutto dentro. Fango Ancora tutto quel fango, e corpi ancora tutti quei corpi, mi stringo le braccia intorno all'anima per una manciata di consolazioni che scricchiolano sotto le bombe ma che si ostinano a tenermi vivo. E racconterò E non potrò non farlo E non potrò dimenticarlo. Proverò ad esistere ancora Lontano da tutto quel fango, vicino a tutti quei volti visti passare visti cadere guardati pregare.
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L'autore
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl

Marcel Proust ha detto: "L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell'avere occhi nuovi". Ecco, ciò che ho di fronte allo sguardo è uguale a ieri, ma non è più come ieri; spero di non dimenticarlo mai più.

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