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Dialettali 30 agosto 2010 · lettura 1 min · 4144 letture

Affamati di carni crura

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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Sugnu stanca, ri sti ciumi di riscussi u cori miu è accussì pisanti vogghiu ittari sulu vuci ri comu mi sentu in crusci quannu i paroli non figghianu paroli e u ciatu ne denti Mi sentu in mezzu d’ affamati di carni crura aggubbati supra la terra
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L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (5)

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Angelo Ricotta30 agosto 2010

Gli ultimi tre versi e in specie 'aggubbati supra la terra' evocano in me l'immagine di un branco di iene. Le vere iene però sono animali utili mentre quelle umane sono abominevoli. Bella scelta musicale.

El Corripio30 agosto 2010

C'è una cultura antica che si tramanda nei versi di questa autrice e nel dialetto che sa di sangue e sudore, di lavoro duro, di terre incallite e bruciate dal sole, di profumi che non hanno tempo e di saggezza. Non è il tema che ho voluto interpretare ma la sensazione che provo nel leggere i suoi versi. La sento tanto.

poetapercaso30 agosto 2010

le parole a volte sono più taglienti delle lame e ferisco e graffiano, e mettersi in mezzo alle parole altrui spesso sfianca, stanca, avvilisce, sopratutto quando si percepisce l'impotenza, l'inutilità del nostro mediare di fronte alla cocciutagine stupida e perniciosa di alcuni, che più che le iene ricordano ben altro animale. Apprezzata

Aldo Bilato30 agosto 2010

anch'io!... è da sempre che cerco di dare... e non ho il ritorno che dovrei... forse perché non abbiamo ancora imparato a ricevere... sei una splendida persona... cià*

Annamaria Barone30 agosto 2010

Ho avuto qualche difficoltà con qualche termine, eppure, quei denti che affondano nella carne viva e quell'affanno che descrivi sono arrivati diritti al cuore... delle poesie dialettali amo la musicalità e la bellezza di tenere in vita la propria lingua di origine, perché in fondo di una vera e propria lingua si tratta, quella dei padri e dei nonni spesso, qulla delle persone che incroci e vivi se hai la ventura di vivere in posti diversi da quelli nei quali sei nata... E' solo il pensiero di chi si avvicina alla poesia con grandissima umiltà e si bea delle parole di chi poesia scrive...