L'Isola beata
effluvio di spezie
seguendo
e profumo di gigli
che brezza salina
del vasto abisso
in sé accoglie
a volte ad annunziare
prossima terra
in giusto tempo
l'isola apparendo
a mappe sconosciuta
di qualunque mondo -
sublime
verde fronziere
di rose intessuto
e di palme
è l'isola beata
eternamente
ridenti danzanti
gemme superbe
da ignoto fulgore
percosse, lì
in figurazioni radiano
lì è approdo finale
capolinea e termine
casa cristallina
da sempre agognata, lì
da millenaria cenere
enigmi e iridi saetta
la Fenice risorgendo
nella veste rifatta, lì
spire disnoda
il serpente assonnato
sui rami attorcigliato
dell'eccelso giardino
di pomi corruschi custode
e d'innocenza
ma nessuna propulsione
di remi o di vela
l'ostacolo trapassa
della corrente ostile
alla caduta e selvaggia
lontananza incrementa
e già disparisci, purezza
©
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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