Addio

Precipitavo
nell'abisso
labirinto
delle tue pupille
bottoni
macchie
gocce di pece
iride
pennellate energiche
amplesso di colori
orgia di sfumature
come ballerine leggiadre
ansimavo
disorientato
a tentoni mi districavo
nel vuoto
plumbeo
opprimente.
Roveti
pruni
mi ferivano
sangue che zampilla
tinge
i timidi girasoli
chini sulla nuda
fredda
arida
terra.
Addio
un nodo lacera
la gola
parole ingoiate
corrodono
il futuro
valige pesanti
traboccano
di fiori
spighe mature
papaveri
tra camicie stropicciate
ristagna
il tuo odore
fermentano i miei
silenzi
come onde travolgenti
io
naufrago
scaraventato su scogli
stordito
dal canto
delle sirene.
Sospiri.
Il nulla
squarcia
il mio cielo.
Tenebre.
©
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