Bella di notte
Cantu di cicali
pi sta straduzza fina,
i fica acca,eppuru u mali,
cu passa passa si fa a cruci.
Di cca a dda sutta chiantanu
a bella i notti,chi a sira é nu ricriu,
pu sciauru chi spanni int'allaria.
Di ca, s'annava alla tunnara,
nfunnu,nfunnu unni iettanu
i sciabbichi a mari.
Canto di cicale/per questa stradina/ai fichi qui è venuto il male/e chi passa si segna con la croce/da qua fino a sotto hanno piantato il gelsomino notturno/che la sera èUN SOLLIEVO/PER L'ODOREche emana nell'aria/ da qui si andava alla tonnara/in fondo in fondo,dove si gettano le sciabbache a mare per la pesca.
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (1)
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Forsepoesia By Antonio F10 luglio 2006
non sono tanti che possono comprenderne il senso...