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Riflessioni 3 settembre 2010 · lettura 2 min · 1939 letture

Lepisma

Angelo Ricotta 209 poesie pubblicate
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Strisci lungo il bordo tra il muro e il pavimento ti occulti nei luoghi più inaccessibili negli anfratti più minuscoli e nascosti Capisco la tua disperata voglia di vita il desiderio di propalare la specie ma ti devo uccidere per mia tranquillità Perché non ti conosco e mi fai ribrezzo perché non so se mordi o porti malattie perché rosicchi e sfaldi i miei amati libri Insomma sei un corpo estraneo in questa casa e quindi ti schiaccio appena provi a passare veloce da una parte all'altra della sala O ti vengo a stanare nei tuoi angoli bui dove non oso pensare che cosa fai E infine a quale scopo ti serve la vita? Se ti può consolare noi uccidiamo tanti altri esseri viventi dicendo che è soltanto una necessità vitale Li chiamiamo animali per non vedere che possiedono due occhi un naso una bocca anche un cuore e una voce proprio come noi All'occorrenza uccidiamo i nostri uguali sempre per necessità alla stessa maniera o anche peggio con il più perfido sadismo Ora ripulisco il pavimento insozzato dalla tua traccia immonda e poi ti scarico da qualche parte nel water o nel secchio Mi dispiace la vita è davvero crudele perciò ho scritto questa poesia per te per ricordarmi chi eri e magari piangere Anche solo un po' sul nostro ingrato destino In fondo noi non siamo così diversi come vorremmo convincerci di essere
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Ognuno di noi scrive sempre dei propri amori, delle proprie gioie, dei propri dolori. Ma al lepisma chi ci pensa? Ci ho pensato io!

L'autore
Angelo Ricotta

Molti trovano la loro maggior fonte d'ispirazione in un'umanità roboante di vite straordinarie popolata di dei, semidei, eroi, re, regine, principi, grandi condottieri, influenti filosofi e scienziati e persino spietati criminali. Io invece sono interessato ad un'umanità molto più silente, negletta dai più, senza gran

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Commenti (5)

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Splendido Leotta Michele3 settembre 2010

hahahah poeta sei stupendo e piaci tantissimo abbraccio di cuore ... stai allerta uccidili in fretta... e il tutto disinfetta... complimenti

Enio Orsuni3 settembre 2010

io lo faccio co' li bacarozzi perché so' immondi e zozzi ma dopo addopro sempre er fazzoletto perché 'gni forma de vita la rispetto. ma se posso, ammazzo anche la mosca che dio la maledisca che c'èntra dio dirai, lo sai perché? dio le fece sarva' dar bòn noè e solo pe' fa' roppe li cojoni a 'sta fracica razza de ciartroni! comunque, su animali de 'sta risma le mosche i bacarozzi e quarche episma mancherò de coscenza ma è mejo fanne senza. a 'sto punto me piace de sape' che pure tu la penzi come me! tanto de cappello a la poe.

Rita Minniti3 settembre 2010

Poesia che si fa leggere con attenzione ed interesse. Riflessiva e sentita, in questo scorrere di versi che lasciano una certa amarezza. Perché se si pensa agli "animaletti in sè per sè" niente accade, ma se ci si sofferma allora il tutto prende una piega diversa: anche loro hanno lo stesso diritto di vivere come noi, anche se "forse l'uomo ha avuto la fortuna di nascere con le sembianze umane". Visti, dunque, con occhi diversi non si pensa di certo a una carneficina!

M
Maria Rosy3 settembre 2010

Io uccido le zanzare e me ne dispiace perché allergica a quest'insetto che mi ha spedita al pronto soc varie volte. Ma qualsiasi forma di vita va rispettata perché ad uccidere ci vuole poco ma a far nascere? Questa la conservo e prendo fiocco

Danielinagranata3 settembre 2010

La tua poesia è bellissima profondità di pensiero, riflessione, originalità, ben strutturata piaciuta molto