Il dramma dell'impiegata solitaria
Ho varcato la soglia
E non è quella dell'uscio
Sono dove la privacy
Dovrebbe essere un diritto
E non certo un lusso!
Ma... con il solito sospetto
Prima della seconda porta
Tendo l'orecchio
È sicuro... sembra un rito
e ogni volta lo aspetto!
Faccio un passo
Pregustando l'atteso momento
E te pareva... DRIN DRIN
Oddio ma che tormento!
C'è il telefono che suona
O è il citofono... ma che agonia
Siete sicuri che sotto la mia sedia
Non ci sia una microspia? !
Sorrido per poi imprecare
Corro a razzo verso il suonare
E che palle sempre la stessa storia
Ogni volta che a far plin plin devo andare!
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Commenti (1)
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Angeloantico11 luglio 2006
... versi che scivolano velocissimi... poesia esilarante sicuramente per chi legge... meno per chi ha scritto dettato da una urgenza quasi mai soddisfatta al momento giusto... un nadia.