1.805 lettori online · 360.707 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Fantasia
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giorgio Lavino
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Fantasia 6 settembre 2010 · lettura 1 min · 2494 letture

Effetti contrari

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
+ Segui
Cos'è quello che appare in mezzo a poca luce? Senso o sovvertimento Ci sono raggi di cose che non stravolgono il presente lo compattano contrariamente alla loro natura Codici che rompono l'ingiusto ma sono messi là a giacere perché non sono convenienti a pochi Nulla c'è che deve valere per forza anche se fa bene all'intera umanità
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Il mondo è fatto davvero all'incontrario. Quante cose dovrebbero essere considerate bene perché portano vantaggi a molti. Ed invece vengono scartate perché non fanno comode a poche persone, quelle che devono decidere. Ottengono, dunque, l'effetto contrario.13 maggio 2014
L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Nemesis Marina Perozzi6 settembre 2010

Mi ha particolarmente colpita la chiusa, di questa lirica, perché pone l'accento sul significato del "valore". Cosa è giusto e cosa è sbagliato? Qual è realmente il valore dei princìpi, delle regole, dei valori, appunto? Ciò che reca vantaggio per tutti, deve per forza essere "cosa buona e giusta?" Maggioranza... Minoranza... Chi detiene la maggioranza, ha sempre ragione? Ah, se sapessimo dare una risposta, non rischieremmo, ogni volta, di perdere di vista il motivo per cui ci muoviamo su questa Terra.