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Sociale 8 settembre 2010 · lettura 1 min · 1095 letture

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Queste parole che abbiamo sempre voluto sentire cominciano a tramutarsi in vecchie testate di giornale occupano i nostri scaffali già pieni di polvere, speranzosi che un giorno qualcuno li bruci e ne spolveri le ceneri. E sono quei residui che respiriamo, nei giorni, nei sogni sul cuscino che ogni giorno ci portiamo appresso e usiamo per distoglierci dall'Inferno in cui siamo volontariamente caduti. A noi stessi, alle nostre tipologie di veleno che di nascosto si propaga nei crepuscoli invernali che siamo costretti a sostenere, e a coprirci con vecchi capi di lana per proteggerci dal Qui e Ora e dalle sue svariate creature pronte a divorare quel po' di controllo che abbiamo nella nostra vita. Ed ora non sappiamo rivolgere una guancia, a chi di noi scivola nel disprezzo nelle albe visioni della malinconia negli angoli della sofferenza mai professata, continuiamo a non guardare i volti di chi sa solo tacere.
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E' una vecchia opera. Nei vari siti dove sono stato ha avuto un bel successo.

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