Settembre
Antonio Hermes
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Di Settembre ritorna l'effluvio marino,
l'odor del sale irto, dell'estate moribonda,
si che di nuvole cupe il cielo gravo è rigonfio.
L'agitato ventre del mare è come un aierino
che l'abisso della notte par che lene asconda
e fa che non s'oda nonché un rivierasco stronfio.
Le rane tacciono; quasi in atto di serbato indugio
sì che alle cocciniglie i giunchi li fan da rifugio.
La rive son gremite dall'orme d'un tardo lanario
pargon bocche ricurve sul bacino d'un tracollo
che sull'arginosa gora del monte vanno oscillando.
Uno stuolo di lucciole concilia un vivido lucernaio.
Occhi di palude scrutan le sirene adire ad un rincollo
e la pioggia salata stilla come sì stesse alleggiando.
S'ammutiscono i grilli sulle guglie della golena
e di Settembre si sente già l'odor della lama drena.
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Antonio Hermes
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