L'equilibrista

Quanti anni ho passato sull'altura di questo piccolo filo tremolante,
ho condiviso emozioni e paure col pubblico pagante,
anime incuriosite e affascinate da ciò che più mi appare normale,
che applaudono e gridano questo mio lento e incerto cammino trionfale.
Io incuriosito li osservo,
sorrido e lancio un saluto dall'altura del mio filo.
Fingo poi la caduta per cercare l'urlo di sventura,
ma poi ripercorro il cammino seguito da un plateale sospiro.
Anni passati ad osservare e sognare persone troppo lontane,
prive di un volto e di un nome,ma ricche di voce ed emozione.
Oggi signori sorrido perché incontrerò il mio pubblico dal vivo.
Pian piano si avvicina il momento e sempre di più odo lo sgomento,
ecco il boato e il silenzio in tutta la stanza del teatro,
persino il filo solo e sconsolato osserva dall'alto il corpo del suo amico a terra sdraiato.
Cade una lacrima sul corpo stremato mentre il pubblico fischia per lo spettacolo appena pagato.
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